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domenica 16 maggio 2010

Poesia

Poesia

La poesia, cos’è la poesia? Io me lo chiedo sempre. Come posso spiegare la poesia? E’ una sensazione di impotenza non riuscire a trovare risposta a questa domanda apparentemente così semplice. La poesia è una forza più grande di noi ed è completamente personale. Per me è terribile non riuscire a rendere partecipi gli altri della poesia che mi coinvolge, che mi affascina, che mi emoziona. Com’è possibile spiegare quel brivido freddo, quella lacrima triste, quel battito furioso, quella sensazione calda, quel ciclone che ti investe quando leggi una poesia o ascolti una canzone? Per me è poesia tutto ciò che riesce a coinvolgerti in maniera completa, tramite frasi d’artista, in forme magari non proprio dirette, ma ancora più esplicite e coinvolgenti. Essa è una forza che non segue leggi precise, che ti può colpire come un pugno o accarezzare la pelle con un petalo di rosa.
Se l’emozione non ti travolge come un fiume in piena, allora non è poesia. Se non ti graffia, non ti incide il cuore, non ti marchia per sempre con un segno indelebile, non è poesia. Se non percuote, se non ti coinvolge tutte le volte che ti incontra, non è poesia.
La poesia colpisce ogni persona in maniera diversa, infligge sensazioni diverse e distanti anni luce l’una dall’altra. Riporta a galla pensieri dimenticati, episodi vissuti, si radica su nuove situazioni, segnandole, e rimanendovi associata per tutta la vita. Ricorderà sempre pezzi di storia e di vita, felici e tristi. Possiede in sé un’energia molto forte, quella di ravvivare la memoria, di agitarla e costringerla al ricordo.
Purtroppo la poesia non sempre è per tutti. Alcuni non ne comprendono il potere e non riescono o non vogliono esserne travolti. Non vogliono annegare in quell’onda di emozioni, temono di non riuscire dominarsi, a controllarsi. Al giorno d’oggi c’è troppo bisogno di pura razionalità, non si può rimanere in balia dei propri sentimenti, bisogna tenere i piedi saldi a terra, fusi nella pietra. Ma quello che non si comprende è che chi è capace di volare, può sempre tornare a terra, ma chi ha messo le radici nella roccia, non si potrà mai librare nell’aria.
E allora ci sarà sempre qualcuno che quando sentirà alla radio che “Il cielo è sempre più blu1” non penserà ad altro che al meteo; che quando sentirà recitare “[…] una casa apparì sparì d'un tratto;/ come un occhio, che, largo, esterrefatto,/ s'aprì si chiuse, nella notte nera2” si chiederà soltanto cosa diamine c’entri l’occhio con la notte tetra; che quando sentirà cantare “E i ragazzi sono in giro e, certo, alcuni sono in sala giochi, e l'odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi3" non si accorgerà e non si sentirà affatto scosso dal doloroso riferimento ai morti negli incidenti stradali.
E questo è ancora più triste di non poter descrivere la poesia. Godetevi questo grande dono, voi che potete, godetevi la possibilità di poter spiccare il volo, di poter sognare a colpi di versi, di poter piangere con il sorriso disegnato sul volto. Godetevelo, e infettate chi ancora si ritiene sano; e fregatevene se vi ritengono deboli perché ancora credete nei sogni, fregatevene se vi ritengono stupidi perchè ancora leggete ammassi di parole senza senso, fregatevene se dicono che siete all’antica perché vi piace Leopardi o ascoltate Guccini. Fregatevene, perché il pensiero giusto non è sempre quello con più sostenitori; e chi non riesce a capire la bellezza di questo magnifico mondo poetico è il più povero degli uomini.


1: Rino Gaetano, Ma il cielo è sempre più blu.
2: Giovanni Pascoli, Lampo.
3: Luciano Ligabue, Leggero.

4 commenti:

Frankie P. ha detto...

A volte mi chiedo se le mie modeste poesie riescano a suscitare tutte queste sensazioni... sarebbe bello raggiungere un obiettivo così, vero?
Un quesito da poeta a poeta :D Quanto ci metti in media a scrivere una poesia?

Michael Crisafulli ha detto...

Boh, dipende, ammetto che sulle poesie non ci sto molto, vado molto ad ispirazione, quindi volendo anche cinque minuti^^ Però sinceramente le mie non sono delle gran poesie^^

Alfa ha detto...

Si, fregatevene, ma fino ad un certo punto.

Ci sono troppi, in giro, che credono che scrivere ammassi di parole senza senso sia fare della poesia.

Michael Crisafulli ha detto...

Hai pienamente ragione, solo che non hai compreso il mio messaggio. Io non parlo di scrivere poesie, bensì parlo delle emozioni che si provano quando si legge la poesia.

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