Inserisci la tua email per iscriverti alla newsletter ed essere sempre aggiornato sui nuovi articoli!
Vuoi leggere i testi migliori del blog? Clicca qui, troverai gli articoli consigliati!

venerdì 12 marzo 2010

Sally

Ciao a tutti! Con estremo ritardo oggi finalmente pubblico un mio nuovo raccontino (molto ino e poco raccont, a dire la verità). E' una cosa un pò particolare che si potrebbe considerare senza inizio ma che potrebbe anche averlo, e che si potrebbe considerare senza una fine, ma potrebbe anche averla. Insomma, un qualcosa che potete considerare un pò come vi pare. Già immagino abbiate capito che il racconto è un enorme viaggio mentale. Ebbene si! E' una cosa che ho scritto un pò ti tempo fa, che ho fatto leggere in giro e che ha ricevuto commenti e valutazioni completamente discordanti, quindi ho pensato, perchè non farlo leggere anche a voi?
P.s. Domandina: da dove mi sono ispirato per il racconto?


Sally

Madre, non tornerò. Pensò Sally con gli occhi umidi. Il bosco, il bosco la chiamava. Si passò una manina tra i capelli biondi, raccolti in una treccia, poi si incamminò verso gli alberi dalle fronde scure.
Si inoltrò nella vegetazione insidiosa, graffiandosi più volte sulle gracili gambe scoperte. Metteva lentamente un piedino avanti all’altro, accompagnandosi timidamente con il suono di un tamburello azzurro. Un lacrima gli rigò il volto, ma non la asciugò.
“Non andare nel bosco”, sarebbe stato meglio ascoltare mia madre. Mi dispiace, ma non tornerò.
La gonna arancione gli si impigliò in un ramo aguzzo, strappandosi. Piccole gocce salate continuavano a scendergli sul viso, bagnandolo sempre di più. Madre, madre! Mi dispiace. Continuava a pensare, mentre le sue scarpette la trascinavano sempre più all’interno della foresta. Gli alberi, gli alberi mi chiamano.
Arrivò ad una piccola radura, dove una grande quercia sembrava osservarla. Sally tirò su con il naso, sperando di rallentare le lacrime, senza riuscirvi. Continuando a suonare debolmente il piccolo tamburello, si avvicinò all’immenso albero.
«Eccomi.» Disse la bambina. Poi si sfilò dal polso un piccolo braccialetto di perline colorate e lo mise attorno ad uno dei rami più grossi che potesse raggiungere. Mi dispiace, madre.
Si guardò intorno e vide un piccolo cespuglio di fragole selvatiche. Ci si avvicinò, e provò ad allungare la piccola mano pallida, ma non riusciva a cogliere i frutti. Riprovò più volte, ma dovette demordere. Mi chiamano ancora. Pensò con gli occhi azzurri carichi di lacrime, come piccoli oceani in burrasca.Uscì dalla radura, e procedette in mezzo agli alberi, fino a quando scomparve del tutto, inghiottita dalle foglie. Dite a mia madre che non tornerò.

9 commenti:

vitone ha detto...

Quando la natura chiama...:))Molto bello michael.

Michael Crisafulli ha detto...

Grazie^^

Vinci ha detto...

molto bello, complimenti. Mi piace come scrivi^^

Alfa ha detto...

In effetti è un racconto particolare, enigmatico nel suo non dire, nel suo alludere a simboli non facilmente riconoscibili.

Ho provato a pensare alla fonte di ispirazione, ma mi viene in mente solo il mondo delle fiabe, Cappuccetto Rosso, ad esempio.
Ho pensato anche a "Il labirinto del fauno" ma ti confesso che non sono ancora riuscito a vedere il film, per cui mi baso solo su quello che penso potrebbe contenere.

Michael Crisafulli ha detto...

@ Vinci: grazie mille^^

@ Alfa: In effetti il mio tentativo era proprio quello di inserire all'interno del racconto dei simboli e delle "allegorie" per così dire.
Per quanto riguarda la fonte di ispirazione, non mi sono ispirato a Cappuccetto rosso, nè a "Il labirinto del fauno" che sinceramente non conosco. Diciamo che mi sono ispirato da una canzone^^ E qui ho detto tutto^^

Lukino's pictures ha detto...

il racconto mi è piaciuto assai! però non riesco a capire da dove ti sei ispirato,sembra un misto tra Hnasel e Gretel (in questo caso solo Gretel) cappuccetto rosso,e biancaneve persa nella foresta....boh

Michael Crisafulli ha detto...

Grazie^^ Eheh^^ Come dicevo mi sono ispirato ad una canzone, che però sotto molti aspetti penso possa essere "letta" in chiave fiabesca^^
xD Si, lo so, mi piace il mistero! xD

Anonimo ha detto...

Nemmeno il buon vecchio Vasco avrebbe pensato ad un'interpretazione fiabesca della sua Sally, ma devo dire che l'avevo pensato ancora prima di cominciare a leggere...! Diciamo che il titolo suggeriva molto...

Michael Crisafulli ha detto...

Ahimè, mi dispiace dirtelo, ma "Sally" di Vasco non centra proprio nulla con il mio racconto^^ Non è l'unica canzone che parla di una Sally! :D

Posta un commento